Dal regista di Kick-Ass, arriva Kingsman Colin Firth (in sala): agente segreto in tux come 007 e humor alla Clouseau. Tratta dalla graphic novel di Mark Millar, la spy story ad alto tasso d’artiglieria sartoriale racconta di come un teppistello dei sobborghi londinesi, forgiato in una scuola di spionaggio-british, può trasformarsi in un novello James Bond. Il ruolo del supercattivo è affidato a Samuel L. Jackson: nerd con la zeppola che vuole distruggere il mondo, ad eccezione dei suoi attori preferiti. Sfoglia la gallery per scoprire le info top secret…
- Secondo “La Guida del Gentleman”, “Le Regole” di un autentico gentiluomo-Kingsman sono le seguenti: (1) Un gentiluomo non si fa vanto delle sue conquiste. (2) Un gentiluomo non si scontra mai in pubblico con i suoi nemici. (3) Un gentiluomo è sempre felice di servire, che si tratti di aprire la porta, o semplicemente chiamare un taxi la mattina successiva. (4) Un gentiluomo non reagisce alla scortesia. (5) Un gentiluomo ha una conversazione brillante. (6) Un gentiluomo ti fa sentire come la persona più interessante che abbia mai incontrato, che questo sia vero oppure no.
- L’impeccabile Gentiluomo, Colin Firth, ha girato l’80 percento delle scene d’azione grazie a un addestramento di sei mesi…
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- La costumista, Arianne Phillips, ha collaborato alla clothing line d’alta moda maschile ispirata al film che potete trovare su Mrporter.com
- Il giovane protagonista, Taron Egerton, è stata la seconda scelta dopo che Aaron Taylor-Johnson ha rifiutato il ruolo del ribelle di strada al soldo di Colin Firth. Egerton è tra i 50 uomini inglesi più eleganti del 2015, secondo GQ.
- Le reclute indossano completi che s’ispirano alle divise di Winston Churchill.
- I Kingsmen sono gli equivalenti moderni dei Cavalieri della Tavola Rotonda alla corte di Artù.
- Il guardaroba classico del gentiluomo britannico comprende un arsenale di: tuxedo, orologi, cravatte, camicie, ombrelli, valigette ecc.
- Per la boutique Kingsman, lo scenografo Paul Kirby si è basato su Huntsman.
- Il regista, Matthew Vaughn, descrive il film come una lettera d’amore al cinema retrò di Bond e alle serie spionistiche degli anni sessanta come, Agente Speciale (1961-1969), Il Prigioniero (1967-1968) e Get Smart (1965-1970)




















