Björn Andrésen, addio al «ragazzo più bello del mondo»

Ci ha lasciati a 70 anni Björn Andrésen, l’attore svedese che nel 1971 incantò il pianeta con il volto angelico di Tadzio in Morte a Venezia, il capolavoro di Luchino Visconti. Divenuto un’icona adolescenziale – ben prima di DiCaprio e di Chalamet – «il ragazzo più bello del mondo» fu però travolto dal peso di quel successo precoce, vivendo un’esistenza segnata da tormenti e fragilità.

Com Jeremy Allen White è diventato Springsteen

Jeremy Allen White, già star pluripremiata di The Bear, torna al cinema con Springsteen: Liberami dal Nulla, nei denim sgualciti di Bruce Springsteen. Diretto da Scott Cooper, il biopic racconta la nascita di Nebraska, l’album più intimo e oscuro del Boss. Per trovare la voce giusta, l’attore sex symbol ha lavorato con il vocal coach di Austin Butler in Elvis. Le prime recensioni parlano di un’interpretazione sorprendentemente autentica, più ispirata che imitata.

Lo humor come chiave della potenza drammatica de Il petroliere

Il Petroliere permise a Paul Thomas Anderson di consacrarsi tra i migliori registi della sua generazione. Ai Premi Oscar 2008 l’epico dramma ispirato al romanzo di Upton Sinclair ottenne otto nomination, vincendo quelle per il miglior attore e per la miglior fotografia (Robert Elswit). La gigantesca performance di Daniel Day-Lewis, premiata con la statuetta delle tre ricevute in carriera, è universalmente considerata tra le più complesse ed intense della storia del cinema.

Giurato numero 2, il finale del film di Clint Eastwood (spiegato)

Nel 2024, Clint Eastwood ha realizzato quello che si è rivelato un successo inaspettato: un film che avrebbe potuto — e forse dovuto — ricevere molta più attenzione. Giurato numero 2 è puro Eastwood, e dimostra che la leggenda del cinema, a 94 anni, è ancora in piena forma. Il 42º (e probabilmente ultimo) film del regista è un intenso thriller legale che cattura lo spettatore con la storia di un uomo chiamato a far parte di una giuria in un processo in cui potrebbe essere proprio lui il vero colpevole. Ma è anche una riflessione sul sistema giudiziario americano e sul concetto stesso di giustizia. Ecco, il finale ambiguo spiegato…