Cannes 2026, la line-up

Il Cannes Film Festival di quest’anno si preannuncia come un’edizione fortemente orientata verso il cinema d’autore e internazionale, con una presenza ridotta delle grandi produzioni hollywoodiane rispetto al 2025. Tra i registi più attesi in concorso figurano autori di grande prestigio come Asghar Farhadi, Pedro Almodóvar, Paweł Pawlikowski, Hirokazu Kore-eda, László Nemes e Ryusuke Hamaguchi, a cui si aggiunge l’americano Ira Sachs, unico rappresentante degli Stati Uniti nella competizione principale.

Dopo un’edizione precedente dominata anche da titoli hollywoodiani, come quelli con Tom Cruise e Spike Lee, il festival del 2026 segna un ritorno deciso al cinema indipendente e internazionale. Tra i film più attesi spicca “The Man I Love” di Sachs, una fantasia musicale ambientata nella New York degli anni ’80 durante la crisi dell’AIDS, con protagonista Rami Malek.

Diversi titoli in concorso vantano comunque cast di grande richiamo. Tra questi, il debutto in lingua inglese di Cristian Mungiu, “Fjord”, con Renate Reinsve e Sebastian Stan; “Fatherland” di Pawlikowski con Sandra Hüller; “Hope” del regista sudcoreano Na Hong-jin, interpretato da Michael Fassbender e Alicia Vikander; e “Parallel Tales” di Farhadi con Isabelle Huppert e Catherine Deneuve. Anche Rodrigo Sorogoyen presenta “The Beloved” con Javier Bardem.

Almodóvar torna invece con “Bitter Christmas”, già presentato in Spagna con buone recensioni. Il direttore del festival, Thierry Frémaux, ha dichiarato che è stato annunciato il 95% della selezione ufficiale, mentre alcuni titoli potrebbero essere aggiunti nelle settimane successive. In totale, sono stati presentati 2.541 lungometraggi da 141 Paesi, un numero che testimonia la crescente vitalità del cinema globale.

Un elemento significativo di questa edizione è la forte presenza di film in lingua francese, alcuni diretti da cineasti stranieri, tra cui Farhadi, Nemes e Hamaguchi. Tra i registi francesi in concorso figurano Léa Mysius, Charline Bourgeois-Tacquet e Jeanne Herry. Complessivamente, cinque film sono diretti da donne, un numero considerato elevato rispetto agli standard storici del festival.

L’Asia è ben rappresentata, con quattro film in competizione e una giuria presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook. Particolarmente atteso è “Hope”, primo film di Na Hong-jin dopo dieci anni. Kore-eda presenta “Sheep in the Box”, mentre Hamaguchi torna con “All of a Sudden”, ambientato a Parigi. Completano il quadro asiatico Koji Fukada con “Nagi Notes”.

Tra le assenze più sorprendenti figura “Paper Tiger” di James Gray, con Scarlett Johansson, Adam Driver e Miles Teller, che era dato per certo in concorso. Frémaux ha però lasciato intendere che potrebbe essere aggiunto successivamente.

Il direttore ha inoltre sottolineato come la minore presenza degli studios americani non rappresenti necessariamente un trend, ma rifletta una riduzione nella produzione di film compatibili con lo spirito del festival. Ha ribadito che Cannes resta indipendente e focalizzato sul valore artistico delle opere.

Nella sezione Un Certain Regard sono presenti anche produzioni americane, tra cui opere di Jane Schoenbrun e Jordan Firstman. Inoltre, Steven Soderbergh e Ron Howard presenteranno documentari fuori concorso.

Tra gli eventi collaterali, Nicolas Winding Refn torna con “Her Private Hell”, mentre Quentin Dupieux presenta un film nella sezione Midnight Screening. Il festival si aprirà il 12 maggio con “The Electric Kiss” di Pierre Salvadori.

Infine, saranno assegnate Palme d’Oro onorarie a Barbra Streisand e Peter Jackson, celebrando due figure iconiche del cinema mondiale. Complessivamente, l’edizione 2026 si configura come una celebrazione del cinema globale, indipendente e autoriale.

Concorso ufficiale

  • Minotaur – Andrey Zvyagintsev
  • El ser querido – Rodrigo Sorogoyen
  • The Man I Love – Ira Sachs
  • Fatherland – Paweł Pawlikowski
  • Moulin – László Nemes
  • Histoire de la nuit / Stories of the Night – Léa Mysius
  • Fjord – Cristian Mungiu
  • Notre salut – Emmanuel Marre
  • Gentle Monster – Marie Kreutzer
  • Nagi Notes – Koji Fukada
  • Hope – Na Hong-jin
  • Sheep in the Box – Hirokazu Kore-eda
  • Garance – Jeanne Herry
  • The Unknown – Arthur Harari
  • All of a Sudden – Ryusuke Hamaguchi
  • The Dreamed Adventure – Valeska Grisebach
  • Coward – Lukas Dhont
  • La bola negra – Javier Ambrossi & Javier Calvo
  • A Woman’s Life – Charline Bourgeois-Tacquet
  • Parallel Tales – Asghar Farhadi
  • Amarga Navidad / Bitter Christmas – Pedro Almodóvar

Fuori concorso

  • La Vénus électrique (The Electric Kiss) – Pierre Salvadori (film di apertura)
  • Her Private Hell – Nicolas Winding Refn
  • Diamond – Andy Garcia
  • Karma – Guillaume Canet
  • L’Objet du délit – Agnès Jaoui
  • De Gaulle: L’Âge de Fer – Antonin Baudry

Un Certain Regard

  • La más dulce – Laïla Marrakchi
  • Club Kid – Jordan Firstman
  • Teenage Sex and Death at Camp Miasma – Jane Schoenbrun
  • Everytime – Sandra Wollner
  • I’ll Be Gone in June – Katharina Rivilis
  • Yesterday the Eye Didn’t Sleep – Rakan Mayasi
  • The Meltdown – Manuela Martelli

Cannes Première

  • Propeller One-Way Night Coach – John Travolta
  • Kokurojo: The Samurai and the Prisoner – Kiyoshi Kurosawa
  • Heimsuchung – Volker Schlöndorff
  • Une Nuit – Daniel Auteuil

Special Screenings

  • John Lennon: The Last Interview – Steven Soderbergh
  • Avedon – Ron Howard
  • Les Survivants du Che – Christophe Réveille
  • Les Matins Merveilleux – Avril Besson

Midnight Screenings

  • Roma Elastica – Bertrand Mandico
  • Full Phil – Quentin Dupieux
  • Colony – Yeon Sang-ho
  • Jim Queen – Nicolas Athane & Marco Nguyen
  • Sanguine – Marion Le Coroller

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