Fernando Coimbra (Narcos, Perry Mason) aveva 11 anni quando il suo paese si fermò per assistere a una tragedia tristemente nota come la «Chernobyl del Brasile». Quattro decenni dopo, il regista e sceneggiatore ha raggiunto il primo posto nella classifica globale di Netflix con Radioactive Emergency, la miniserie che racconta la catastrofe nucleare e che è diventata la serie non inglese più vista sulla piattaforma tra il 23 e il 29 marzo, in più di 55 paesi.
Quando la catastrofe di Chernobyl esplose il 26 aprile 1986, non c’erano dubbi sulla gravità della situazione: un reattore nucleare era esploso e le autorità agirono subito, evacuando le aree vicine, trasferendo gli esposti negli ospedali designati e avviando massicce operazioni di decontaminazione.
Poco più di un anno dopo, il 13 settembre 1987, a Goiás, in Brasile, avvenne un altro incidente radioattivo, ma la reazione delle autorità e dell’opinione pubblica fu sorprendentemente diversa. Mentre gli spettatori possono rivivere le conseguenze dell’esplosione di Chernobyl nella celebre miniserie Hbo del 2019, la serie thriller di Netflix racconta il meno noto incidente nucleare brasiliano, portando sullo schermo una storia che per decenni è rimasta nell’ombra.
Di cosa parla Radioactive Emergency?
Creata da Gustavo Lipsztein, Emergenza Radioattiva racconta la vera storia di come la capitale dello stato brasiliano di Goiânia sia stata esposta a una sostanza radioattiva per settimane prima che le autorità se ne accorgessero e intervenissero. Tutto iniziò quando due uomini entrarono in un ospedale abbandonato e rubarono una macchina per radioterapia non custodita. Dopo averla aperta, la vendettero come rottame a un deposito di metalli. All’interno, tuttavia, c’era Cesio-137, una sostanza fosforescente incredibilmente radioattiva e pericolosa per l’uomo. Ignaro del pericolo, il proprietario del deposito, Evenildo (interpretato da Bukassa Kabengele), girava per la città mostrando la sua “magica” sostanza e la dava anche ai suoi amici per giocarci.
Circa 16 giorni dopo che il Cesio-137 era stato scoperto e venduto, la moglie di Evenildo, Antonia (Ana Costa), lo consegnò alle autorità. Sosteneva che fosse maledetto, perché tutti coloro che erano entrati in contatto con esso erano malati o in ospedale. È allora che entra in scena il fisico nucleare Márcio (Johnny Massaro) che, insieme al medico dell’ospedale, diagnostica i pazienti con esposizione radioattiva acuta e identifica la sostanza sconosciuta come Cesio-137.
Nei cinque episodi della serie, la città affronta lentamente la realtà dell’esposizione. Mentre i funzionari governativi esitano a prendere decisioni drastiche per non allarmare la popolazione, le prime vittime di radiazioni accettano a malincuore l’aiuto: vengono inizialmente trasferite in uno stadio vuoto, poi in un ospedale deserto nel pieno di uno sciopero, e infine trasportate fino a Rio de Janeiro per ulteriori cure. A ogni fase, i pazienti, con diversi livelli di malattia, resistono ai trattamenti, ignari dei pericoli a cui sono esposti. Durante le cure, esperti da tutto il Brasile, tra cui il dottor Orenstein (Paulo Gurgulho) e la dottoressa Paula Matos (Clarissa Kiste), collaborano con Márcio per valutare l’entità dell’esposizione, avvertire il maggior numero possibile di persone coinvolte e ridurre al minimo ulteriori rischi.
Radioactive Emergency: un thriller reale avvincente
Dalla sola sinossi, è chiaro che Radioactive Emergency racconta un disastro radiologico reale come nessun altro. Ambientata in una città totalmente impreparata a gestire una crisi di tale portata e popolata da pazienti riluttanti a farsi curare, la serie mantiene una tensione costante. Non solo i medici e i fisici stessi sono sorpresi dai livelli di esposizione, ma anche la reazione della popolazione rende la vicenda unica: con scarsa conoscenza delle radiazioni, i cittadini rispondono con confusione, irritazione e talvolta aggressività.
Pur essendo inevitabile il paragone con Chernobyl, Radioactive Emergency si distingue nettamente. Ambientata nel sole del Brasile anziché nei freddi paesaggi dell’Ucraina, la serie mostra come un singolo errore abbia scatenato una catena di eventi letale, come i medici siano intervenuti per limitare i danni e come i pazienti, seppur scettici, siano stati isolati e trattati. La serie affronta la crisi da tutti i punti di vista – personale, scientifico e governativo – mostrando in modo efficace il più grande disastro radiologico della storia del Brasile.
Una serie imperdibile su Netflix, consigliata non solo ai fan di Chernobyl.
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