Mulholland Drive: cosa significa il finale? La lettura onirica

Sebbene sia uscito nel 2001, Mulholland Drive è considerato da molti critici il miglior film del XXI secolo. La complessità narrativa tipica delle opere di David Lynch trova in questo criptico neo-noir un perfetto punto d’equilibrio. Il film è tutt’altro che tradizionale: si affida a scelte stilistiche e narrative non convenzionali – e spesso decisamente singolari – per raccontare una storia tragica nel modo inconfondibile del regista di Twin Peaks. Eppure, una volta arrivati ai titoli di coda, è facile ritrovarsi con un’unica reazione: “Eh?”. Abbiamo provato a spiegare l’assurdo finale attraverso il sogno…

Per gran parte del film, Mulholland Drive sembra raccontare una storia lineare: Betty (Naomi Watts) e Rita (Laura Elena Harring) indagano sull’identità perduta di quest’ultima, innamorandosi lungo il percorso. Ma quando trovano un cadavere nell’appartamento di Rita e una misteriosa scatola blu viene aperta, la narrazione implode. Scopriamo che tutto ciò che abbiamo visto è il sogno di Diane Selwyn, una versione idealizzata di sé chiamata Betty.

Nella realtà, Diane (Watts) è un’attrice fallita, ossessionata e innamorata di Camilla Rhodes (Harring), la quale però l’ha lasciata per il regista Adam Kesher (Justin Theroux). Consumata dalla gelosia, Diane assolda un killer, Joe (Mark Pellegrino), per uccidere Camilla. Il successo del delitto le viene comunicato da una chiave blu, la stessa che nel sogno apre la scatola e fa crollare l’illusione.

Ogni elemento del sogno ha un corrispettivo reale: personaggi, luoghi, ruoli. Le figure più inquietanti – l’anziana coppia e il senzatetto dietro Winkie’s – rappresentano i rimorsi, le ambizioni distrutte e il terrore interiore di Diane, soprattutto collegato all’omicidio che ha orchestrato. Quando la verità diventa insostenibile, Diane viene inseguita simbolicamente da queste visioni e si suicida. Il suo ultimo istante di vita genera un’ultima fantasia: lei e Camilla, insieme e felici, illuminate su Los Angeles.

Il film si chiude con “Silencio”, un invito ad accettare il silenzio finale della morte.
Lynch non ha mai spiegato ufficialmente il significato dell’opera, ma Mulholland Drive è ora considerato uno dei più grandi film sul sogno hollywoodiano, sulle illusioni che crea e sulle devastazioni interiori che può lasciare.

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