Rosalía, cosa aspettarsi dal nuovo album Lux

Il quarto disco della superstar spagnola promette di essere un’esperienza mistica, sinfonica e multilingue. Dopo settimane di indizi enigmatici, immagini religiose e post criptici, Rosalía ha finalmente svelato il suo nuovo progetto: LUX, il quarto album in studio, in uscita il 7 novembre 2025 per Columbia Records. L’artista catalana, diventata un’icona globale dopo il successo di Motomami (2022), torna con un lavoro monumentale che unisce musica sinfonica, spiritualità e linguistica sperimentale in una miscela mai tentata prima nel pop contemporaneo.


✨ Un titolo che parla di luce

“Lux” – parola latina che significa “luce” – racchiude l’essenza di questo nuovo percorso artistico: la ricerca di trascendenza attraverso il suono. LUX è un disco costruito su un profondo lavoro introspettivo, in cui “esplora temi di mistica femminile, trasformazione e spiritualità, tracciando l’arco tra l’illusione e la perdita, la fede e l’individualità”.
La stessa Rosalía aveva già iniziato a costruire sui social un intero immaginario di ispirazione religiosa che include rosari, crocifissi, candele e dipinti barocchi, come la Santa Rosalía che intercede per gli appestati di Palermo (1624) di Anton van Dyck.

Registrato insieme alla London Symphony Orchestra sotto la direzione del compositore islandese Daníel Bjarnason, il disco mostra una Rosalía più matura, curiosa e audace, capace di mescolare classica, flamenco, elettronica e spiritual pop.

L’album è strutturato in quattro movimenti, come una sinfonia moderna, e nella versione fisica contiene 18 brani (tre in più rispetto a quella digitale). Ogni canzone è ispirata a un santo diverso e attraversa una gamma emotiva che va dalla contemplazione alla catarsi.


🌍 La lingua come arte: tredici idiomi, una sola voce

In LUX, Rosalía canta in tredici lingue — tra cui spagnolo, inglese, catalano, francese, giapponese, arabo, latino e perfino siciliano. Un progetto linguistico e sonoro che ha richiesto oltre due anni di ricerca, durante i quali la cantante ha studiato fonetica e traduzione per poter interpretare testi con autenticità.
“Scrivevo le prime bozze con Google Translate,” ha confessato in un’intervista, “poi lavoravo con traduttori e insegnanti per capire davvero il suono di ogni parola.”


🎻 Collaborazioni celestiali

Se Motomami era un autoritratto in chiave urbana, LUX apre le porte a una coralità mai vista:

  • Björk, in un duetto visionario tra elettronica e canto liturgico;
  • Yves Tumor, che aggiunge la sua impronta sperimentale;
  • le voci iberiche di Carminho, Estrella Morente e Sílvia Pérez Cruz, che intrecciano fado e flamenco;
  • e persino il coro di bambini della Escolania de Montserrat e il Cor de Cambra del Palau de la Música Catalana, per un tocco sacro e maestoso.

🎬 “Berghain”: il primo singolo

Il brano apripista, “Berghain”, pubblicato il 27 ottobre, è una dichiarazione d’intenti.
Cantato in inglese, tedesco e spagnolo, il pezzo prende il nome dal celebre club techno di Berlino ma lo trasforma in un tempio sonoro, dove fede e desiderio danzano sotto la stessa luce stroboscopica.
Il video, girato in pellicola 16mm, alterna scene di euforia notturna e visioni mistiche, come se la discoteca fosse una cattedrale contemporanea.


💫 Mistica, femminile, trasformazione

Il comunicato ufficiale descrive LUX come “un ampio arco emotivo di mistica femminile, trasformazione e trascendenza”.
Rosalía, che appare nella copertina vestita di bianco con un velo e una camicia di forza, incarna un personaggio tra santa, artista e creatura ribelle, simbolo di un tempo in cui la spiritualità si fonde con la performance.


⭐ Accoglienza critica

La stampa internazionale ha reagito con entusiasmo.
The Guardian le ha assegnato cinque stelle su cinque, definendo LUX “un’esperienza totalizzante e commovente”.
Rolling Stone Brasil parla di “un arco emotivo ambizioso, un mondo radiante in cui suono, linguaggio e cultura si fondono in un’unica fiamma viva”.


🔮 Un nuovo Rinascimento pop

Con LUX, Rosalía firma il suo progetto più visionario: un album che non si limita a unire culture, ma tenta di trasformare la musica in un rito di luce.
Più che un disco, è un’esperienza spirituale per l’era digitale — un viaggio tra fede, corpo e suono.

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