La vera storia dietro Task: cosa ha ispirato la gang di motociclisti nella serie con Mark Ruffalo?

Ogni serie televisiva di successo contiene un elemento di realismo con cui gli spettatori possono identificarsi. Anche se non si appartiene al mondo rappresentato, bisogna riuscire a comprendere le motivazioni dei personaggi. Non importa se uno show non è tecnicamente basato su una storia vera: l’autenticità può coinvolgere profondamente il pubblico.

La nuova serie HBO (disbonibile su Sky e Now), Task, ci porta nelle vite parallele di un agente dell’FBI e del criminale che sta cercando di catturare — una storia intensa e piena di adrenalina. Tuttavia, l’elemento più affascinante della serie è la gang di motociclisti Dark Hearts, i principali antagonisti della storia. E ciò che la rende ancora più interessante è che questa banda è ispirata a persone reali.


Di cosa parla Task?

La serie segue Tom Brandis (Mark Ruffalo), un agente dell’FBI incaricato di guidare una task force nella contea di Delaware, vicino a Philadelphia. Con la sua squadra deve catturare un gruppo di ladri che rapina depositi di droga.

Parallelamente conosciamo Robbie Prendergrast (Tom Pelphrey), un padre single e ladro, che la task force sta cercando. Entrambi gli uomini hanno un lato umano, ma anche profonde ferite emotive.

Le loro strade si incrociano quando Robbie e i suoi amici uccidono per errore tre membri della gang Dark Hearts durante una rapina finita male. Dopo l’incidente, Robbie rapisce un bambino, Sam (Ben Doherty), perché non riesce a ucciderlo anche se è un testimone. Tom fa di tutto per ritrovare il ragazzo, ma finisce coinvolto nel mondo oscuro dei Dark Hearts.


I “Dark Hearts” di Task sono parzialmente ispirati a una vera gang motociclistica

Uno degli elementi più inquietanti della serie è proprio la gang dei Dark Hearts. L’evento scatenante della storia è l’omicidio di Billy (Jack Kesy), membro della gang, per mano di Jayson Wilkes (Sam Keeley).

I Dark Hearts hanno costruito un impero della droga e non tollerano interferenze, rendendoli ancora più pericolosi. Negli episodi più recenti la violenza cresce:

  • In Episodio 4, Jayson uccide Cliff Broward (Raúl Castillo), amico di Robbie.
  • In Episodio 5, il presidente locale della gang, Perry Dorazo (Jamie McShane), affoga Eryn (Margarita Levieva), la moglie di Jayson, dopo aver scoperto che collaborava segretamente con Robbie.

A questo punto, è chiaro che la gang non ha limiti morali.


L’ispirazione reale: i Warlocks

Il creatore di Task, Brad Ingelsby, ha rivelato in un’intervista a Indiewire di aver voluto creare una gang simile ai Sons of Anarchy, ma con un’impronta più autentica. Cresciuto nella Chester County, vicino alla zona in cui è ambientata la serie, Ingelsby si è ispirato a una vera gang motociclistica chiamata Warlocks, attiva in Pennsylvania negli anni della sua giovinezza.

Tuttavia, voleva evitare i cliché dei “classici cattivi in moto” visti in tanti film e serie. Il tocco decisivo è arrivato da una collaborazione inaspettata.


L’autenticità di Task grazie a un consulente segreto

Il produttore esecutivo e regista Jeremiah Zagar ha spiegato che ciò che mancava nelle prime versioni della sceneggiatura era il realismo del mondo biker — le loro abitudini, il linguaggio, la cultura.

Per caso, Zagar si è riavvicinato a un vecchio amico di South Philly, che aveva fatto parte di una gang motociclistica per anni. Anche se inizialmente non voleva rivelare la propria identità, accettò di diventare consulente della serie. Nei titoli di coda appare come Carim Mow, la chiave per rendere credibili i Dark Hearts.

Zagar ha raccontato che Mow riusciva a trasmettere “l’amore per quella cultura e il senso di fratellanza” tipici di queste comunità, dettagliandone armi, droghe, e comportamenti con una precisione incredibile. La sua esperienza diretta ha trasformato un gruppo di attori in una gang spaventosamente realistica.


Fratellanza e codice d’onore

Grazie al contributo di Mow, Task riesce a mostrare i legami familiari e la lealtà che uniscono queste bande. I Dark Hearts sono criminali violenti, ma agiscono seguendo un codice interno che li rende più complessi dei classici villain da fiction.

Con questa miscela di realismo, empatia e tensione, Ingelsby, Zagar e Mow hanno creato una rappresentazione potente e credibile del lato oscuro della fratellanza biker.

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