Nel 1990, su Fox, debuttava una serie destinata a fare la storia della TV: Beverly Hills 90210. Creata da Darren Star (lo stesso genio dietro Melrose Place, Sex and the City ed Emily in Paris) e prodotta dal leggendario Aaron Spelling, la serie ci portava dritti nel cuore del sobborgo più glamour di Los Angeles per raccontare la vita — e i drammi — di un gruppo di liceali di Beverly Hills.
Tutto comincia con l’arrivo dei gemelli Brandon (Jason Priestley) e Brenda Walsh (Shannen Doherty) e della loro famiglia, appena trasferiti da Minneapolis grazie alla promozione del papà. Nuova città, nuova scuola, nuovi amici… e una valanga di avventure! I fratelli iniziano a frequentare la West Beverly Hills High, dove conoscono Kelly (Jennie Garth), Dylan (Luke Perry), Steve (Ian Ziering), Donna (Tori Spelling), Andrea (Gabrielle Carteris) e David (Brian Austin Green). Tra amori, tradimenti, gelosie e colpi di scena, la loro vita diventa presto un turbine di emozioni.
All’inizio, però, le cose non andarono benissimo: la prima stagione registrò ascolti bassi. Ma tutto cambiò nell’estate del 1991, quando la Fox lanciò una “stagione estiva” speciale — una mossa geniale che catturò l’attenzione del pubblico (come raccontato dal Los Angeles Times). Da lì in poi, Beverly Hills 90210 divenne un vero e proprio fenomeno culturale, conquistando milioni di fan.
Il segreto del suo successo? Personaggi diversi, affascinanti e autentici; storie in cui i giovani si potevano riconoscere; e una buona dose di drama in ogni episodio. Beverly Hills 90210 non solo divenne un classico, ma rivoluzionò il genere dei teen drama, mescolando i toni leggeri delle serie adolescenziali con l’intensità delle soap opera. Una formula esplosiva, imitata da tantissime serie successive.
Un ruolo chiave ebbe anche il marketing: la produzione capì che il pubblico teen era una miniera d’oro e costruì intorno alla serie un vero universo fatto di romanzi, gadget e merchandising di ogni tipo. E non si fermò lì: Beverly Hills 90210 affrontò anche temi difficili e tabù — dalle dipendenze alle relazioni tossiche — dando voce alle ansie e alle esperienze reali degli adolescenti. Il risultato? I ragazzi si immedesimavano nei personaggi, vestivano come loro, parlavano come loro e discutevano degli stessi problemi.
Grazie a questo mix perfetto, Beverly Hills 90210 aprì la strada a titoli iconici come The O.C., Dawson’s Creek, One Tree Hill e Gossip Girl. Senza di lei, probabilmente, il teen drama non sarebbe mai diventato quello che conosciamo oggi.
Il successo portò a vari spin-off e reboot. Il più famoso è Melrose Place, ma nel 2008 arrivò anche 90210, una nuova versione con lo stesso spirito e nuovi protagonisti — i fratelli Annie (Shenae Grimes) e Dixon Wilson (Tristan Wilds). Questa nuova incarnazione durò cinque stagioni, fino al 2013, prima di chiudere i battenti per il calo di ascolti.
Nel 2019, poi, arrivò BH90210, un reboot davvero particolare: gli attori originali interpretavano versioni romanzate di sé stessi, intenti a organizzare un nuovo reboot dello show! Un’idea meta e ironica che però durò solo una stagione, prima della cancellazione da parte di Fox.
Oggi non ci sono piani per nuovi remake, ma Beverly Hills 90210 resta immortale. Il suo fascino è tutto nel fattore nostalgia: per chi l’ha vissuta, è un tuffo nei favolosi anni ’90; per le nuove generazioni, un viaggio affascinante nel modo in cui gli adolescenti vivevano (e sognavano) trent’anni fa.
Certo, alcuni elementi possono sembrare datati, ma i temi trattati — amicizia, identità, amore, crescita — restano attualissimi. I personaggi sono complessi, realistici e irresistibili, e una volta iniziata la serie è difficile smettere di guardarla.
In poche parole, Beverly Hills 90210 è una serie imprescindibile: senza di lei, i teen drama che conosciamo oggi forse non esisterebbero nemmeno.









