Il 2025 segna il centodecimo anniversario della prima grande superproduzione che consacrò il regista statunitense David Wark Griffith alla Settima Arte, ponendo le basi del linguaggio del cinema narrativo. Con i suoi 160 minuti di proiezione muta, la monumentale pellicola ambientata durante la guerra di secessione americana, che lanciò la musa Lillian Gish, registrò un incasso di 10 milioni di dollari, diventando il film muto più redditizio della storia. Ma l’epico dramma prodotto nel 1915 rimane anche un’opera controversa, accusata di glorificare il Ku Klux Klan e per questo spesso annoverata tra i film proibiti: un classico che ancora oggi divide la critica tra innovazione artistica e problematicità ideologica. Ecco, 10 curiosità su Nascita di una nazione a prova di cinefilo.
- Nascita di una nazione (The Birth of a Nation) è tratto da due romanzi del pastore battista Thomas Dixon, The Clansman (che avrebbe dovuto dare il titolo al film) e The Leopard’s Spots. Griffith offrì 10.000 dollari all’autore per il soggetto, ma a corto di fondi poté versargliene solo 2.500. In cambio, offrì allo scrittore il 25% degli incassi della pellicola: Dixon accettò di malavoglia, ma alla fine ottenne la più grande somma mai pagata per i diritti di una storia, 750.000 dollari di allora.
- David Wark Griffith, padre del cinema statunitense, trasse ispirazione da Cabiria di Giovanni Pastrone (1914), nel periodo d’oro dei Peplum in Italia quando il nostro paese inventò il genere kolossal.
- Il film fu girato in nove settimane su 12 bobine, per il budget record di 110.000 dollari, benché ne erano stati previsti “solo” 40.000.
- Sebbene il film usasse alcuni attori di colore, la maggior parte dei neri sono in realtà bianchi truccati e alcune donne, addirittura, vennero interpretate da uomini.
- Per le scene della guerra civile, Griffith arruolò ingegneri dell’esercito, inviati dall’accademia di West Point che fornì anche l’artiglieria.
- Il biglietto per assistere alla premiere di New York fu il più caro di sempre: due dollari, equivalenti a 36 dollari di oggi. Ciò nonostante, rimase fino al 1937 il film dai guadagni complessivi più alti, scalzato solo da Biancaneve e i sette nani di Walt Disney. A causa dei contenuti razzisti, il film fu bandito da metropoli come Los Angeles e Chicago.
- Fu il primo film ad essere mostrato alla Casa Bianca, davanti al 28º Presidente Woodrow Wilson.
- Joseph Henabery, assistente-regista di Griffith, interpretò 13 ruoli oltre a quello principale di Abramo Lincoln.
- La scena al Teatro Ford è stato girata su un set all’aperto.
- Le sequenze di battaglia sono state girate dove ora sorgono gli Universal Studios.
Perché Nascita di una nazione è innovativo
- Fu la prima grande superproduzione hollywoodiana, con un budget elevato e una durata monumentale (circa 3 ore).
- Griffith introdusse tecniche rivoluzionarie per l’epoca: montaggio parallelo, primi piani, carrelli, grandi scene di massa.
- Consolidò il modello del cinema narrativo classico, influenzando generazioni di registi.
Le controversie
- Il film presenta un ritratto razzista della popolazione afroamericana, rappresentata in modo stereotipato e degradante.
- Esalta il ruolo del Ku Klux Klan, raffigurato come forza eroica che “salva” il Sud dopo la guerra civile.
- La sua uscita provocò proteste da parte delle comunità afroamericane e dell’NAACP (National Association for the Advancement of Colored People), che ne chiesero la censura.
- In molte città statunitensi il film fu oggetto di boicottaggi, tagli o divieti di proiezione.
- Ancora oggi viene spesso indicato come esempio di propaganda cinematografica e di come il cinema possa rafforzare ideologie discriminatorie.
Eredità ambivalente
- Da un lato, è considerato un capolavoro tecnico che ha plasmato il linguaggio del cinema.
- Dall’altro, resta un’opera profondamente problematica, ricordata come simbolo del potere delle immagini nel diffondere e legittimare il razzismo.



















