Compie 30 anni lo storico secondo album della band dei fratelli Gallagher, pietra miliare del brit pop anni ’90 con le sue 22 mila copie polverizzate. Hit come Wonderwall, Don’t Look Back In Anger o Champagne Supernova hanno contribuito a consacrare la band di Manchester nell’olimpo del rock. Liam e Noel pubblicheranno l’edizione celebrativa completa del loro classico il prossimo 3 ottobre (Preordina/salva qui).
Dopo un trionfale swing nordamericano, gli Oasis continueranno il loro tour di reunion sold-out al Wembley Stadium di Londra sabato 27 settembre e domenica (28 settembre), tornando nella famosa città dove hanno suonato per oltre 400.000 in uno stand di cinque notti a luglio e inizio agosto. Il tour passerà quindi a una serie di spettacoli in Corea del Sud e Giappone a fine ottobre prima di una serie di cinque concerti a Melbourne e Sydney, in Australia, e una serie di terminazioni di concerti di novembre a Buenos Aires, Argentina e San Paolo, in Brasile.
Dalla cover dell’album iconico che ritrae due passanti alla vera Sally di Don’ look back in anger. Ecco, 10 chicche su (What’s the Story) Morning Glory?
- 0 – Pubblicato il 2 ottobre 1995, il secondo album degli Oasis è, universalmente, riconosciuto come il disco di maggior successo della band di Manchester e del movimento britpop.
- 1- È il terzo album più venduto di sempre nella storia del Regno Unito (con 4.4 milioni di copie vendute), dietro a Greatest Hits dei Queen e Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.
- 2- Per la cover dell’album si decise di non usare la band ma due ragazzi anonimi ripresi in modo sfocato, che camminavano per Berwick Street (davanti al negozio Sister Ray a Londra), in modo tale da creare un alone di mistero.
- 3- Cast No Shadow è dedicata a Richard Ashcroft.
- 4- Wonderwall è un omaggio a Wonderwall Music: il primo album solista di George Harrison, uscito nel 1968.
- 5- Wonderwall, in origine, avrebbe dovuto intitolarsi ‘Wishing Stone’ ed è stata concepita in un piovoso martedì notte negli Rockfield Studios in Galles. Doveva cantarla Noel ma la passò al fratello Liam.
- 6- In un momento di ubriachezza molesta, Noel Gallagher ammise di aver tirato fuori le due hit, Wonderwall e Champagne Supernova, da Life on Mars? di David Bowie.
- 7- La dimora palladiana nel videoclip Don’t Look Back in Anger si chiama Arden Villa, risale al 1915 e si trova a Pasadena. È stata location della soap opera, Dynasty.
- 8- La cover dell’omonimo singolo omaggia Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles. Il titolo del brano, invece, è forse ispirato alla canzone Look Back in Anger di David Bowie, dell’album Lodger, o all’omonima opera teatrale di John Osborne, dalla quale Bowie prese, a sua volta, ispirazione per il suo pezzo.
- 9- Sul personaggio di Sally, cui fa riferimento nel ritornello della canzone, Noel ha commentato: «Al momento non conosco nessuna Sally, sai era solo una parola che ci stava bene, avrei potuto metterci un qualsiasi nome di ragazza. » In un’altra dichiarazione, il Big Brother rivelò che Sally era una bambina che le chiese un autografo in ascensore.
- 10 – “Hello”, la traccia numero 1, è un plagio spudorato di “Hello, Hello I´m Back Again” (1973) di Gary Glitter.




















