Domani, mercoledì 7 maggio 2025, Cinecittà si accende per la 70ª edizione dei David di Donatello, l’evento che celebra l’eccellenza del cinema italiano. In diretta su Rai 1, con la conduzione di Elena Sofia Ricci e Mika, la serata si preannuncia ricca di emozioni, sorprese e riconoscimenti a una stagione cinematografica particolarmente intensa. A spiccare è la presenza significativa di registe donne tra le principali candidate, segno di una nuova fase per l’industria del nostro Paese. Ma quali sono i film più attesi? Con 15 nomination ciascuno, Berlinguer e Parthenope sono i film da battere, Ecco una panoramica dei cinque titoli in corsa per il premio più ambito: Miglior Film.
1. Berlinguer – La grande ambizione
Regia: Andrea Segre | Candidature: 15
Un ritratto complesso e affascinante di Enrico Berlinguer, figura chiave della politica italiana del Novecento. Il film intreccia dimensione pubblica e privata, mostrandoci l’uomo dietro il mito, con una magistrale interpretazione di Elio Germano. Andrea Segre mescola archivi reali e ricostruzione narrativa per raccontare le tensioni, le speranze e i sogni di un’epoca irripetibile. Oltre alla candidatura come Miglior Film, il titolo corre anche per regia, sceneggiatura originale, attore protagonista e fotografia. Una pellicola solida, impegnata e profondamente attuale, che invita alla riflessione sul ruolo della politica oggi.
2. Parthenope
Regia: Paolo Sorrentino | Candidature: 15
Con Parthenope, Sorrentino torna nella sua amata Napoli, ma stavolta lo fa con uno sguardo più intimo e femminile. La protagonista, interpretata dalla sorprendente esordiente Celeste Dalla Porta, attraversa le stagioni della vita in una narrazione densa di simbolismi, bellezza e malinconia. La regia, come sempre, è sontuosa e ricca di stile, con una colonna sonora evocativa e scenografie mozzafiato. Il film ha raccolto il plauso della critica internazionale e rappresenta uno dei candidati più forti dell’edizione. Un viaggio poetico sulla memoria, l’identità e il legame con la propria città.
3. L’arte della gioia
Regia: Valeria Golino | Candidature: 14
Valeria Golino affronta una sfida enorme: adattare per il cinema l’epico romanzo di Goliarda Sapienza. Il risultato è un film potente, che racconta la storia di Modesta, una donna che rifiuta le regole imposte e costruisce da sé il proprio destino. Ambientato tra Sicilia e continente, il film è una celebrazione della libertà femminile e della complessità dell’essere donna. Golino dirige con sensibilità e rigore, dando vita a un’opera che lascia il segno. Le 14 candidature, tra cui Miglior Film, regia e sceneggiatura non originale, confermano il grande impatto di questo progetto coraggioso.
4. Vermiglio
Regia: Maura Delpero | Candidature: 14
Ambientato in un convento di montagna, Vermiglio racconta il lento disfacimento di una comunità religiosa di fronte a un mondo che cambia. Maura Delpero mette in scena silenzi, rituali e tensioni con una regia delicata e incisiva, già premiata con il Leone d’argento a Venezia. Il film è una riflessione sul ruolo della fede, sull’identità femminile repressa e sulla possibilità di rinascita. Spicca per la sua fotografia austera e la recitazione contenuta ma intensa. Le 14 candidature testimoniano la forza narrativa di un’opera che sfugge alle facili etichette.
5. Il tempo che ci vuole
Regia: Francesca Comencini | Candidature: 6
Francesca Comencini firma un film intimo, profondo, costruito come un mosaico di emozioni e frammenti di vita. Il tempo che ci vuole segue una donna nel corso di decenni, tra relazioni spezzate, lutti e piccoli ritorni alla felicità. Il racconto è scandito da flashback e momenti di intensa introspezione, sostenuto da un cast sensibile e una scrittura delicata. Le sei candidature, tra cui Miglior Film e regia, premiano la coerenza di un lavoro che parla in modo universale attraverso una storia personale. Un’opera silenziosa, ma capace di toccare corde profonde.









