Deadpool & Wolverine: Marvel no way home

Con Only you dei Platters a fare capolino, è subito aria di metacinema quella che si respira in Deadpool & Wolverine. Trentaquattresimo film del MCU e terzo, attesissimo, capitolo sulle orgasmiche imprese del mercenario chiacchierone che rompe la quarta parete nella maschera in lattice rossa di Ryan Reynolds. Anti-eroe che, come suggerito dal titolo, troviamo in questo caso affiancato dall’artigliato degli X-Men che ha il graffio di Hugh Jackman. Fornito, come sappiamo, di poteri di guarigione accelerata donatigli dall’esperimento illegale che lo ha generato, in coppia con il mutante il killer dal volto sfigurato si trova a dover affrontare la malvagia Cassandra Nova alias Emma Corrin, sorella gemella di Charles Xavier.

Ma, tra esilaranti sequenze sulle note di The only one that I want di John Travolta e Olivia Newton John, uno scontro su quelle di Hells bells degli AC/DC e un’altra sequenza action accompagnata da Like a prayer di Madonna, non si fatica nell’intuire che la trama alla base di Deadpool & Wolverine non funga altro che da esile pretesto per il fanservice. Operazione che al timone di regia lo specialista in commedie Shawn Levy – autore, tra l’altro, della trilogia Una notte al museo – mette in piedi, ponendo in risalto l’umorismo in oltre due ore di visione che, non prive di gratuiti e ormai immancabili sottotesti gay, ricorda che a volte le persone che salviamo sono le stesse che ci salvano.

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