I 10 migliori adattamenti da Agatha Christie
Mentre I sette quadranti di Agatha Christie arriva su Netflix, celebriamo la regina del giallo con la Top 10 degli adattamenti tratti dalle sue opere.
Mentre I sette quadranti di Agatha Christie arriva su Netflix, celebriamo la regina del giallo con la Top 10 degli adattamenti tratti dalle sue opere.
Pochi cineasti hollywoodiani hanno attraversato i generi con la naturalezza e l’intelligenza di Rob Reiner. Questa libertà creativa trova una delle sue espressioni più affascinanti negli adattamenti di due opere radicalmente diverse di Stephen King: Stand by Me e Misery. Due mondi lontanissimi, eppure uniti dalla stessa sensibilità registica. Se Stand by Me riesce addirittura a superare in potenza emotiva la novella originale, Misery si impone come uno dei thriller psicologici più memorabili degli anni ’90 — e non solo nel panorama kinghiano.
La carriera di Rob Reiner, durata oltre sette decenni, ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema americano. La sua tragica morte, avvenuta insieme alla moglie Michele Singer, ha profondamente scosso Hollywood. Reiner si è affermato come regista negli anni Ottanta e Novanta, firmando una straordinaria sequenza di film entrati nella storia. Dall’iconica rom-com Harry ti presento Sally al cult formativo Stand by me fino al capolavoro Misery non deve morire, entrambi tratti da Stephen King. Ecco, la top 10 dei suoi film…
Il romanzo It di Stephen King è considerato una delle sue opere più spaventose grazie alla figura iconica di Pennywise. La miniserie tv del 1990, però, viene spesso sopravvalutata. Infatti, è così radicata nella cultura pop che molti considerano il film di Andy Muschietti un remake. In realtà la miniserie, andata in onda in due parti, è un adattamento debole e melodrammatico, rilevante solo grazie al potente materiale di partenza.
The Running Man con Glen Powell mira a un adattamento fedele del romanzo distopico di Stephen King (L’uomo in fuga, 1982), in cui la televisione è strumento di controllo sociale e spettacolarizzazione disumanizzante. A differenza della versione del 1987 con Arnold Schwarzenegger, questa versione cerca maggiore fedeltà al libro. The Running Man fa da apripista ai 6 adattamenti kinghiani sottovalutati che tutti sembrano aver dimenticato.
Guillermo Del Toro è il re dell’horror fantastico contemporaneo, e il suo dark fantasy bellico del 2006, Il labirinto del fauno, vincitore di numerosi premi, rimane la sua opera magna. Ambientato poco dopo la Guerra Civile Spagnola, nei primi anni della dittatura franchista, si ispira alle fiabe ed è, in parte, una versione contorta di Alice nel Paese delle Meraviglie, combinando il fantastico con la brutalità della guerra.
Tutto comincia con un palloncino rosso. Ambientata nel 1962, It: Welcome to Derry esplora le origini del male che infesterà la cittadina di Derry, rivelando la nascita di Pennywise, il mutaforma che si nutre di paura. Diretto da Andy Muschietti e prodotto con la sorella Barbara, il prequel si ispira al romanzo di Stephen King e al suo universo oscuro. I Muschietti spiegano che Pennywise apparirà di rado, proprio per mantenerne l’imprevedibilità e il terrore. L’orrore, dicono, vive nell’attesa: nel non sapere quando e dove il clown colpirà.
Il maestro della New Hollywood festeggia 85 anni. Un leggendario regista americano con una carriera che si estende per oltre mezzo secolo, Brian De Palma è uno di quei rari grandi autori capaci di affrontare praticamente qualsiasi genere, imprimendo però a tutti i suoi film uno stile distintivo.
In Shining di Stanley Kubrick, una delle scene più iconiche è quella degli ascensori dell’Overlook Hotel che si aprono e riversano un’enorme ondata di sangue nel corridoio. Questa sequenza surreale e disturbante è diventata un simbolo del film, ma come è stata realizzata tecnicamente?
Il regista del western horror di successo prende I sette samurai di Kurosawa imbrattandoli di sangue e di blues.