La più bella storia di Dickens, il musical dimenticato del Natale 1970

A Natale del 1970 arrivava nelle sale Scrooge, un adattamento fantasy-musicale del celebre A Christmas Carol di Dickens. Il film, diretto da Ronald Neame, propone una rilettura in chiave musicale della storia di Ebenezer Scrooge. Albert Finney, che all’epoca aveva solo 34 anni, interpreta Ebenezer in questo musical oggi meno noto, con musiche e testi di Leslie Bricusse, già celebre per Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. E sì, nel ruolo dello spirito di Jacob Marley c’è proprio Alec Guinness.

La storia di Babbo Natale, come questo (ingiustificato) flop natalizio è diventato un classico

La storia di Babbo Natale doveva essere il grande successo natalizio del 1985. Così tanta era la fiducia dei produttori padre e figlio Alexander e Ilya Salkind, che riuscirono a ottenere finanziamenti per il film per una cifra intorno ai 40 milioni di dollari; per fare un paragone, Ritorno al futuro, uscito a luglio dello stesso anno, aveva un budget inferiore ai 20 milioni. Il film è stato rilasciato il 27 novembre e, grazie a una massiccia campagna pubblicitaria, si prevedeva che entro la fine di dicembre avrebbe triplicato il suo budget con gli incassi al botteghino. Purtroppo, non fu così e il film riuscì appena a coprire poco più della metà del suo budget.

Ranko tutti i film di Avatar, quale è il più bello dei tre?

Avatar: Fuoco e Cenere ha esordito molto bene al box office globale con 345 milioni di dollari nel primo weekend, raggiungendo rapidamente il 17° posto tra i film più redditizi del 2025. Nonostante l’alto budget, che impone un pareggio intorno al miliardo, potrebbe arrivare fino a 1,7 miliardi di incassi totali, entrando nella Top 10 di sempre, anche se il successo a lungo termine è ancora da verificare. Il franchise di Avatar è attualmente composto da una trilogia, ma quale dei blockbuster di fantascienza diretti da James Cameron è il migliore?

Balto e la sfida produttiva di Amblimation

Una squadra di cani da slitta nel 1925 attraversa il deserto e affronta una furiosa tempesta di neve per portare medicine alla città di Nome, in Alaska, colpita dalla difterite. No, non si tratta dell’ultimo documentario su History Channel, ma della trama di un cult d’animazione uscito trent’anni fa nel periodo natalizio.

Perché il killer di Wake Up Dead Man segue una strana regola della saga di Knives Out

I film di Knives Out hanno costruito la loro identità su trame ingegnose e stratificate, nascondendo l’assassino — o il vero movente — fino al classico colpo di scena del terzo atto. Ryan Johnson ha sempre evitato l’effetto “copia-incolla”, reinventando di volta in volta il percorso investigativo dell’infallibile Benoit Blanc. Anche Wake Up Dead Man non fa eccezione e, anzi, porta avanti una delle tradizioni più curiose (e divertenti) della saga.