Argento girò con una pellicola a bassissima sensibilità per esaltare i colori primari (rosso, verde, oro), rimarcare la profondità di campo e rendere su schermo quello stesso effetto del Technicolor reso celebre ne Il Mago Di Oz (1939). Luciano Tovoli, storico della direttore della fotografia, lavorò con un numero elevatissimo di filtri e utilizzò quasi esclusivamente lenti anamorfiche per esasperare, anche visivamente, le architetture liberty degli edifici in cui si svolgeva la narrazione.
