10 interpretazioni iconiche snobbate agli Oscar

Gli Oscar riflettono spesso il gusto e le preferenze del momento più che il vero valore storico dei film. Per questo alcune grandi interpretazioni vengono ignorate perché non rientrano nei criteri dominanti dell’epoca. Con il tempo, però, molte di queste esclusioni diventano evidenti e mostrano che il premio non sempre riconosce le performance più significative. Ecco, quindi la classifica delle 10 interpretazioni più iconiche snobbate dall’Academy.

I peccatori, se ami il film candidato a 16 Oscar dovresti recuperare questo cult vampiresco di 29 anni fa

I peccatori, il period horror di Ryan Coogler (Creed e Black Panther), domina la corsa agli Oscar con la cifra record di 16 candidature. Il regista torna a collaborare con Michael B. Jordan, che interpreta i fratelli gemelli Smoke e Stack. Ambientato nel Mississippi dell’era Jim Crow, il film mescola conflitti personali, miti provenienti da tutto il mondo e un’originale ambientazione vampiresca. Tra le ispirazioni di Coogler c’è il cult anni ’90 Dal tramonto all’alba, firmato da Robert Rodriguez e Quentin Tarantino.

I 10 migliori film di Leonardo DiCaprio

Considerato uno dei più grandi attori della sua generazione, il Premio Oscar Leonardo DiCaprio continua a mantenere il suo dominio su Hollywood e sul cinema contemporaneo. Con quasi tre decenni di carriera alle spalle, «il re del mondo» ha dato vita ad alcuni dei personaggi più memorabili, incassando oltre 6,5 miliardi di dollari al botteghino, piazzandosi tra i 10 interpreti protagonisti con i maggiori incassi di tutti i tempi. Per festeggiare i 50 anni di Leo (l’11 novembre), le sue 10 più grandi performance fino ad oggi.

Tutti i record infranti di Everything Everywhere All at Once, l’outsider degli Oscar 2023

Con ben 7 statuette su 11 nominations, Everything Everywhere All at Once ha trionfato alla Notte degli Oscar 2023. Ovvero: miglior film, miglior attrice (Michelle Yeoh), migliori registi e migliore sceneggiatura originale (Daniel Kwan e Daniel Schenert), e poi ancora miglior montaggio, miglior attrice non protagonista (Jamie Lee Curtis, che era alla sua prima candidatura) e miglior attore non protagonista (l’ex child star degli anni ’80, Ke Huy Quan).